Domanda: Perché adottare il sistema “Cryo-Step” per il congelamento delle cellule? Risposta: Perché consente di ottenere un elevato recupero delle cellule dopo lo scongelamento. Infatti, per consentire la sopravvivenza delle cellule sottoposte a congelamento è importantissima la velocità con cui si abbassa la temperatura. Per la maggior parte delle cellule, la velocità ottimale è di – 1°C al minuto sino al raggiungimento della temperatura di -80 °C. Questa velocità consente di preservare le cellule dai danni dovuti all’alterazione dell’equilibrio osmotico e alla formazione di cristalli di ghiaccio. Una volta raggiunti i – 80 °C, l’acqua presente all’interno e all’esterno delle cellule è ormai congelata e si può quindi passare allo stoccaggio in azoto liquido. L’utilizzo di crioprotettivi (glicerolo, DMSO) permette di minimizzare ulteriormente i danni alle cellule. Per capire perché questo processo sia molto critico per le cellule occorre tenere in considerazione un altro fenomeno fisico che si presenta durante il congelamento. La gran parte dell’acqua all’interno delle cellule si trasforma in ghiaccio tra i – 2°C ed i –5°C. Il cambio di stato tra la forma liquida e cristallina comporta il rilascio di energia sotto forma di calore che viene chiamato calore di fusione. Se questo aumento di temperatura, talvolta molto rilevante, non viene compensato, si può avere successivamente uno scarso recupero delle cellule. Per ridurre al minimo gli effetti negativi di questo passaggio critico, sarebbe ideale l’utilizzo di un congelatore in grado di compensare repentinamente variazioni di temperatura. L’acquisto di questo tipo di attrezzatura è però molto oneroso. In alternativa, per una riduzione riproducibile ed uniforme di temperatura, è valido l’utilizzo del contenitore “Cryo-Step” Nalgene®. Il “Cryo-Step” prevede l’aggiunta di alcool isopropilico all’interno di un contenitore in policarbonato. Le provette per criogenia contenenti i campioni vanno quindi alloggiate nell’apposito supporto ed inserite nel contenitore senza venire in contatto con il liquido. Questo semplice ed economico sistema permette di ottenere una diminuzione riproducibile di temperatura di – 1°C al minuto garantendo un elevato recupero delle cellule.
Domanda: Quali sono gli elementi fondamentali per applicare la BUONA PRASSI CRIOGENICA nel congelamento e stoccaggio delle cellule? Risposta: Simona Colombo, International PBI Per congelare con successo le cellule sono indispensabili le scatole “Cryo-Box” e il sistema “Cryo-Step” >>> • “Cryo-Box” è un contenitore quadrato, in policarbonato autoclavabile, per uno stoccaggio razionale delle provette per criogenia a temperature criogeniche sino a -196°C. Lo stoccaggio è razionale in quanto 81 provette da 1,0 a 2,0 ml sono disposte in griglia 9x9. La identificazione del campione è immediata grazie alla griglia interna numerata di colore bianco ed il coperchio trasparente ad accoppiamento univoco. Le dimensioni 133x133x52 h mm del “Cryo-box” lo rendono compatibile con i rack di stoccaggio dei congelatori. • “Cryo-Step” è un contenitore circolare per un congelamento graduale – programmato - ripetibile delle cellule. Il successivo recupero delle cellule è elevato grazie all’ottimale gradiente di temperatura che si ottiene con -1°C / minuto, durante la fase di congelamento. L’impiego è molto semplice: si aggiunge alcool isopropilico, si alloggiano le provette nell’apposito supporto e si trasferisce il tutto in congelatore per una notte prima dello stoccaggio definitivo nei vapori di azoto. Il supporto per provette a fondo chiuso separa le provette dal contatto con l’alcool evitando così possibili contaminazioni. L’ingombro del “Cryo-Step” è minimo perché il sistema è accatastabile e le dimensioni per 18 provette sono 120x86 h mm. | | | | | | |